mercoledì 1 dicembre 2010

Intervista ad Andrea Schiavi


Andrea Schiavi è un allenatore unico, nel bene o nel male che lo si voglia vedere.
In questi anni ho visto e lavorato con molti allenatori, e devo dire che nella maggior parte dei casi sono riuscito a cogliere un po' per ognuno il retroterra culturale. Con Andrea è diverso, è come se lui stesso fosse la sua scuola.
Poche parole e tanto movimento, situazioni sempre varie ma che alla fine puntano allo stesso obiettivo. Più che dare soluzioni gli piace porre problemi. Più che dire "bravo" o "male" fa in modo che sia il canestro o la palla persa a dirtelo. Al massimo i tuoi compagni di squadra. E se provi a prevedere quel che accadrà stai certo che ti stai sbagliando.
Devo dire che in principio il mio approccio al tema dell'insegnamento è stato messo a dura prova dall'incontro con lui; dopo alcuni anni passati a vedersi e prendersi le misure tutti i giorni posso dire di essere riuscito ad afferrare il nocciolo del suo modo di allenare. E di condividerne, nonostante l'opinione contraria di molti, parecchi punti.
Ha vinto 3 scudetti a Varese, e ci è andato vicino altre 2 o 3 volte a Bergamo.
Grazie a un po' di culo e, sicuramente, alla lucida follia di chi guarda in avanti senza dare un limite, nè a se stesso nè ai propri allievi. Quegli allievi che, un po' in secondo piano rispetto ad altri pari età già "famosi", con la loro sfacciataggine riescono a tirar fuori quel che nessuno potrebbe credere, ma che il loro allenatore ha sempre visto.

Questa la sua intervista.





lunedì 13 settembre 2010

Intervista a Enrico Rocco


Enrico Rocco si è rivelato, in questi ultimi anni, un allenatore molto importante nel panorama giovanile lombardo e nazionale. Responsabile del settore giovanile ed allenatore all'Aurora Desio, società da sempre protagonista nel panorama cestistico italiano, seppur con risorse limitate rispetto ai grandi club italiani è riuscito ad ottenere risultati di prim'ordine: finali e podi nazionali giovanili ogni anno, e giocatori che mano a mano si sono fatti vedere nei campionati senior. Oltre all'attività nel proprio club Enrico è stato anche RTT (Responsabile Tecnico Territoriale) per il Comitato Regionale Lombardo, nonchè assistente allenatore della nazionale italiana.
Con il mese di Agosto 2010 è migrato in una piazza dall'altissimo potenziale, ma che da ormai qualche tempo non riesce ad esprimersi: Genova. Siamo sicuri che con il suo modo di essere e le sue idee chiare troverà il modo di riportare in alto un'altra realtà giovanile storica come quella Ligure.
Nell'intervista che pubblicherò a partire da ora cercheremo di capire (almeno a parole) quali siano i principi guida nel suo modo di allenare i ragazzi.




sabato 12 giugno 2010

Intervista a Marco Gandini



Prima intervista sulla metodologia dell'insegnamento della pallacanestro.
Marco Gandini, responsabile del settore giovanile dell'Olimpia Milano, risponde alle 11 domande dell'intervista.
Nella prima parte verrà affrontata la parte tecnico-gestuale, nella seconda quella mentale, e nella terza/quarta quella tattica (delle scelte).

A seguire, nel post successivo, il programma tecnico del settore giovanile AJ.

Parte Prima




Parte seconda




Parte terza






Parte quarta



mercoledì 26 maggio 2010

Intervista allenatori giovanili


A partire da oggi inizierò a pubblicare una serie di interviste ad allenatori di settore giovanile, aventi come tema la loro metodologia di allenamento.
Questo lavoro di ricerca, che svolgo da anni, è a mio avviso molto interessante e migliorativo dell'approccio individuale alla materia. L'idea mi è venuta visitando il blog di Andrea Schiavi, in cui lui intervistava i responsabili di settore giovanile più sul livello organizzativo e delle regole, che su quello dell'allenamento stesso.
In futuro se riuscirò proverò anche a far delle riprese di alcuni spezzoni di allenamento degli allenatori intervistati, in modo di dare un riscontro ancor più palpabile alle sppur interessantissime opinioni espresse.
Avendo parlato e chiaccherato con ognuno in prima persona posso dire che in ogni allenamento visto ed in ogni scambio di battute od opinioni avuto ho trovato un qualcosa, magari anche solo una pausa al momento giusto, che mi stimolasse a cercar di migliorare il mio personale sistema di allenamento.
Ho deciso così che valesse la pena condividere tutto ciò con chi potesse essere interessato.
Le prime tre interviste sono (in ordine cronologico):
- Marco Gandini (Olimpia Milano).
- Enrico Rocco (Aurora Desio).
- Andrea Schiavi (Bluorobica Bergamo).

Qui di seguito il testo dell'intervista proposta:

PARTE TECNICO-GESTUALE

1. Come insegni tu i fondamentali? Risposta a ruota libera.

2. Quantità e qualità nell'insegnamento dei gesti tecnici, nelle diverse fasce di età. Quando, come e perchè.

3. La tecnica di tiro, quando come e perchè intervenire.

PARTE MENTALE

4. Quali abilità mentali cerchi di rinforzare nei tuoi giocatori?

5. Che proposte preferisci per aumentare la velocità di gioco (scelta/esecuzioni) dei tuoi giocatori?

6. Allenarsi per obiettivi: quanto è importante che i ragazzi abbiano consapevolezza degli obiettivi a breve, medio e lungo termine? Come fai tu per stimolare questa consapevolezza?

7. Giocare per obiettivi: quali modalità usi per migliorare la loro consapevolezza e la loro capacità di mantenerli focalizzati nel tempo?

PARTE TATTICA-DELLE SCELTE

8. Quali principi di gioco (o continuità) nelle varie categorie credi siano migliori in funzione della progressione dell'apprendimento?

9. Come insegni a leggere una determinata situazione - quali step usi?

PROGRAMMAZIONE STAGIONALE o del singolo ALLENAMENTO

10. Programmazione allenamento tipo (o allenamenti settimanali tipo).

11. La tua programmazione tecnica annuale come si struttura?

10. Indicazioni sull'allenamento che vedremo.

lunedì 7 dicembre 2009

Transizioni: progressione di un esercizio a metà campo


Dopo alcune sessioni di prova siamo riusciti ad identificare alcuni particolari che migliorano l'allenamento della capacità di passare attivamente dallo svolgimento di un compito ad un altro.

Partiamo ad esempio da una situazione a metà campo, in cui i ragazzi siano impegnati in 3 o 4 file da cui parte l'esercizio di 3c3 o 4c4 a metà campo.

Il coach (o vice) fa l'appoggio.

Le fasi dell'esercizio sono:

1- Attacco-difendo-esco, 1 solo tiro per l'attacco poi cambio (si prende il ritmo);

2- Si procede fino al recupero della palla da parte della difesa (si alza il livello difensivo);

3- Come sopra, ma se c'è canestro riattaccano gli stessi contro gli stessi (alza livello difesa, dà autostima ed autoefficacia agli attaccanti);

4- Si va avanti fino a canestro, o dell'attacco o della difesa;

5- Si va fino ai 2 canestri (occhio al tempo di pausa di chi è fuori, questa fase non può essere prolungata oltre un certo livello, pena la poca utilità a livello metabolico)


Gli accorgimenti attivi nell'aumentare la velocità di transizionare da un compito all'altro sono:

1- Utilizzare 2 palloni, 1 in campo ed uno in mano ad un coach. Appena si conclude l'azione il coach con la palla passa al terzetto/quartetto in fila, senza aspettare il posizionamento di chi deve difendere, che a quel punto dovrà adeguarsi molto velocemente parlando. Il pallone che era in campo viene portato da chi esce dall'azione precedente al coach.


2- Nelle fasi 1 e 2 se c'è canestro difendono gli stessi contro il terzetto/quartetto successivo. La squadra che ha subito canestro prima di difendere deve fare apertura al coach (che ha già passato il pallone che aveva in mano ai nuovi attaccanti), difendendo quindi in sottonumero per 1 o 2", e dovendosi accoppiare successivamente in situazione di pressione da parte dell'attacco.


3- Il coach in appoggio, nelle fasi 4 e 5, si chiama l'apertura e cerca sistematicamente di dar palla di ritorno ad un giocatore vicino a canestro, costringendo chi passa da attacco a difesa ad adattarsi molto velocemente per non prendere canestro facile;


4- Se l'azione d'attacco perde di ritmo o inerzia il coach fischia. A quel punto chi ha la palla in mano la mette a terra, tutti devono toccare una delle linee di bordo campo, al rientro chi prende la palla per primo è in attacco. Attaccanti e difensori si devono adattare alla nuova situazione velocemente.

mercoledì 25 novembre 2009

Requisiti tecnici del lavoro sui vantaggi a metà campo


Dopo qualche altra settimana di lavoro sui vantaggi mi sono reso conto di un ulteriore passaggio fondamentale per passare dal gioco su due canestri a quello su un canestro solo (cfr. posto precedenti con etichetta "vantaggi").
Oltre alla serie di abilità mentali da acquisire definite nel primo intervento, per poter giocar bene sui vantaggi a metà campo sono necessari anche una serie di requisiti tecnici.

Requisiti tecnici:
1. Padronanza di entrambe le lateralità (quindi sapersi muovere con e senza palla sia verso destra che verso sinistra). Se infatti nel gioco su due canestri il cambio richiesto è facile (cambio di senso) e dà enormi vantaggi, quando giochiamo su un canestro è più difficile (cambio frontale, tra le gambe, dietro schiena, in virata) e dà minore vantaggio. E' quindi più difficile giocarlo in velocità e controllo (sia del movimento che della situazione). Fondamentale è un lavoro di 1c0, 1c1, 2c2 in cui la richiesta sia di giocare in massimo tre palleggi 1 o 2 cambi di direzione. Insomma, come nel lavoro a tutto-campo, arrivare ad acquisire i fondamentali per andare dove non c'è la difesa (se è a destra vado a sinistra e viceversa) velocemente ed in controllo.
2. Capacità di gioco senza palla (farsi trovare se liberi) in spazi più stretti. Tutte le possibili ed immaginabili situazioni di "punire l'aiuto" che si verificano nel basket